{"id":17568,"date":"2025-02-26T11:28:15","date_gmt":"2025-02-26T10:28:15","guid":{"rendered":"https:\/\/parco.gallery\/?p=17568"},"modified":"2025-02-26T11:36:02","modified_gmt":"2025-02-26T10:36:02","slug":"tardofuturismo-il-futuro-come-modo-del-presente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/frakas.import.quivi.it\/it\/tardofuturismo-il-futuro-come-modo-del-presente\/","title":{"rendered":"Tardofuturismo \u2013 Il futuro come modo del presente"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il futuro desertifica \/ La vita ipotetica \/ Qui la vista era magnifica \/ Da oggi significa \/ Che ci\u00f2 che siamo stati non saremo pi\u00f9 \u2013 Baustelle <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Design Hustler<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Da un po\u2019 di tempo a questa parte sono ricaduto, mio malgrado, nel tunnel di LinkedIn, e non so nemmeno bene perch\u00e9. La prima volta che mi ci ero avventurato, diversi anni fa, una ragione c\u2019era: capire le dinamiche della piattaforma in relazione al comportamento dei suoi utenti. L\u2019indagine era poi confluita in un capitolo del mio libro&nbsp;<a href=\"https:\/\/silviolorusso.com\/work\/entreprecariat\/?mc_cid=dfd615c7b2&amp;mc_eid=UNIQID\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Entreprecariat<\/em><\/a>, nel quale sostenevo che LinkedIn fosse il social network&nbsp;<em>par excellence&nbsp;<\/em>in quanto incarnava nella maniera pi\u00f9 schietta e spietata la logica competitiva presente, bench\u00e9 occultata, in tutte le altre reti sociali. All\u2019epoca, per\u00f2, credevo che i designer non prendessero troppo sul serio \u201cil social dei tuoi genitori\u201d e preferissero altri canali per trovare lavoro e condividere idee.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sbagliavo. Esiste una tipologia di designer con un piede nel mondo della&nbsp;<em>user experience<\/em>&nbsp;e del&nbsp;<em>service design<\/em>, e l\u2019altro nell\u2019accademia (tra&nbsp;<em>systems thinking<\/em>&nbsp;e design speculativo) attivissima sulla piattaforma tramite post della lunghezza e del tenore delle citazioni motivazionali di Instagram. Gente che ha lavorato per Google o IDEO, o che ha lanciato qualche costosissima summer school dedicata al&nbsp;<em>more-than-human design<\/em>&nbsp;e che ora propone dei rimasticamenti scialbi di idee gi\u00e0 logore, idee la cui vitalit\u00e0 \u00e8 stata risucchiata da innumerevoli manifesti artistico-accademici. Una tra le tante: la&nbsp;<em>friction<\/em>&nbsp;come qualit\u00e0 positiva delle interazioni, come momento&nbsp;<em>mindful&nbsp;<\/em>di consapevolezza&nbsp;<em>\u2013&nbsp;<\/em>salvo poi per\u00f2 abbandonarsi a una collera inenarrata quando Gmail non carica per mezzo minuto di orologio. Cos\u00ec si passa dalla potente performance di Luna Maurer&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.filmfestival.nl\/en\/film\/emoticons-dont-have-wrinkles?mc_cid=dfd615c7b2&amp;mc_eid=UNIQID\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Emoticons Don\u2019t Have Wrinkles<\/em><\/a>, efficace in quanto incarna letteralmente l\u2019idea di&nbsp;<em>friction<\/em>&nbsp;(durante l\u2019intera esecuzione vediamo un tremendo ingigantimento del volto dell\u2019artista dipinto di giallo), a qualche motto banale reso attraverso un pigro template di Canva.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il concetto chiave che sembra unire questo popolo di&nbsp;<em>design hustler<\/em>&nbsp;\u2013&nbsp;<em>hustler<\/em>&nbsp;perch\u00e9 la loro attivit\u00e0 di self-branding, oltremodo evidente, conferma la tesi precedentemente esposta sull\u2019importanza di LinkedIn \u2013 \u00e8 quello di futuro, anzi&nbsp;<em>futuri<\/em>, rigorosamente al plurale e rigorosamente&nbsp;<em>preferibili<\/em>. A corollario di questa nozione c\u2019\u00e8 la categoria dell\u2019<em>immaginazione<\/em>, spesso dotata dell\u2019attributo&nbsp;<em>radicale<\/em>: facolt\u00e0 da sguinzagliare contro questo benedetto avvenire. Molti design hustler si definiscono infatti futuristi o futurologi, ma io preferisco chiamarli tardofuturisti. Per chiarirne il motivo dovr\u00f2 dilungarmi parecchio, e perci\u00f2 chiedo scusa gi\u00e0 da ora.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Requiem for a Dream<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Innanzitutto una confessione: faccio fatica a prendere sul serio l\u2019intera impalcatura concettuale che sostiene i futuri preferibili e l\u2019immaginazione radicale. Certo, cos\u00ec come vi sono, all\u2019interno di questo sistema di idee, varianti ingenue e semplicistiche, ve ne sono altre pi\u00f9 sottili ed elaborate; ma il mio scetticismo investe il suo presupposto fondamentale: la convinzione che il futuro, sia esso concepito come singolare o molteplice, si collochi pi\u00f9 avanti sulla linea del tempo; che sia ci\u00f2 che, in maniera pi\u00f9 o meno prevedibile, pi\u00f9 o meno sorprendente, pi\u00f9 o meno controllata, deve ancora accadere. Purtroppo il futuro non \u00e8 questo, o meglio non lo \u00e8 pi\u00f9. Dal mio punto di vista \u2013 e non solo dal mio, come mostrer\u00f2 a breve \u2013 oggi il futuro non \u00e8 altro che&nbsp;<em>un modo di esistenza del presente<\/em>, uno stile; si tratta, pi\u00f9 prosaicamente, di un\u2019idea senescente che si trascina fino a noi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 stato sempre cos\u00ec: negli anni \u201950 del novecento il futuro possedeva una concretezza spaziale che stava a garanzia di quella temporale. Era a portata di sguardo: bastava alzare gli occhi al cielo e osservare la Luna. Quel satellite naturale&nbsp;<em>era&nbsp;<\/em>l\u2019avvenire, e la nostra distanza da esso, misurabile in chilometri, rappresentava anche una distanza temporale. Una volta messo piede sulla Luna, per\u00f2, il futuro come \u201cmondo a venire\u201d viene a mancare. A dirla tutta, stava gi\u00e0 barcollando. Secondo&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.mimesisedizioni.it\/libro\/9788885889522?p=14&amp;mc_cid=dfd615c7b2&amp;mc_eid=UNIQID\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">J. G. Ballard<\/a>, \u201c[l]a fantascienza \u00e8 sempre partita dal principio che l\u2019ambiente \u00e8 dinamico, che vi si producevano dei mutamenti, fino al periodo recente. Ora, l\u2019idea del futuro \u00e8 quasi morta. Nessuno progetta il 1995 nel modo in cui la gente progettava l\u2019avvenire durante gli anni Trenta. Il passato come il futuro sono stati annessi al presente.\u201d Ballard colloca il punto di rottura alla fine della seconda guerra mondiale: \u201cProbabilmente la prima vittima di Hiroshima e Nagasaki fu il concetto di futuro. Penso che il futuro mor\u00ec in qualche momento negli anni \u201950. Forse con l\u2019esplosione della bomba all\u2019idrogeno.\u201d Il punto, tuttavia, non sta tanto nell\u2019identificare la data precisa del decesso, quanto nel decidersi una buona volta a celebrarne i funerali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ballard \u00e8 stato forse il primo a vestirsi a lutto ma certamente non l\u2019unico.&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.goodreads.com\/book\/show\/25443688?mc_cid=dfd615c7b2&amp;mc_eid=UNIQID\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Nel 2013 Franco \u2018Bifo\u2019 Berardi ha&nbsp;<\/a><a href=\"https:\/\/www.goodreads.com\/book\/show\/25443688?mc_cid=dfd615c7b2&amp;mc_eid=UNIQID\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">descritto<\/a><a href=\"https:\/\/www.goodreads.com\/book\/show\/25443688?mc_cid=dfd615c7b2&amp;mc_eid=UNIQID\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">&nbsp;la \u201clenta cancellazione del futuro\u201d<\/a>, concetto poi&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=aCgkLICTskQ&amp;mc_cid=dfd615c7b2&amp;mc_eid=UNIQID\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ripreso da Mark Fisher per&nbsp;<\/a><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=aCgkLICTskQ&amp;mc_cid=dfd615c7b2&amp;mc_eid=UNIQID\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">raccontare<\/a><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=aCgkLICTskQ&amp;mc_cid=dfd615c7b2&amp;mc_eid=UNIQID\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">&nbsp;la corrosione dell\u2019infrastruttura artistica nel Regno Unito post-Thatcheriano<\/a>. Nel 2015&nbsp;<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/The_Utopia_of_Rules?p=120&amp;mc_cid=dfd615c7b2&amp;mc_eid=UNIQID\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">David Graeber&nbsp;<\/a><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/The_Utopia_of_Rules?p=120&amp;mc_cid=dfd615c7b2&amp;mc_eid=UNIQID\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha dato voce<\/a>&nbsp;alla profonda seppur inarticolata delusione della sua generazione rispetto al mancato avverarsi del sogno delle macchine volanti, simbolo di un futuro radioso (futuro che, secondo l\u2019autore, non si \u00e8 realizzato poich\u00e9, da un certo momento in poi, si \u00e8 investito pi\u00f9 nelle tecnologie di disciplinamento che in quelle di visione). Nel suo&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.neroeditions.com\/product\/nuova-era-oscura\/?mc_cid=dfd615c7b2&amp;mc_eid=UNIQID\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Nuova Era Oscura<\/em>&nbsp;(2018)<\/a>, James Bridle ha parlato di fine del futuro in senso ancora pi\u00f9 stretto, ovvero come erosione della memoria e della capacit\u00e0 di pensare della specie umana. Nello stesso anno,&nbsp;<a href=\"https:\/\/theanarchistlibrary.org\/library\/peter-lamborn-wilson-the-new-nihilism?mc_cid=dfd615c7b2&amp;mc_eid=UNIQID\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Peter Lamborn Wilson (meglio conosciuto come Hakim Bey)&nbsp;<\/a><a href=\"https:\/\/theanarchistlibrary.org\/library\/peter-lamborn-wilson-the-new-nihilism?mc_cid=dfd615c7b2&amp;mc_eid=UNIQID\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">sosteneva<\/a>&nbsp;che: \u201cabbiamo finalmente raggiunto il Futuro e [\u2026] la verit\u00e0 davvero orribile della Fine del Mondo \u00e8 che non finisce. In pratica abitiamo un grande centro commerciale alla J. G. Ballard\/Philip K. Dick da qui all\u2019eternit\u00e0. Questo \u00c8 il futuro: ti sta piacendo? La vita tra le Rovine: non \u00e8 poi cos\u00ec male per i borghesi, fedeli servitori dell\u2019Un Percento. Rovine dotate di aria condizionata!\u201d E per concludere questa funerea rassegna, nel 2020&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ssense.com\/en-us\/editorial\/culture\/letters-to-the-future?mc_cid=dfd615c7b2&amp;mc_eid=UNIQID\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">McKenzie Wark&nbsp;<\/a><a href=\"https:\/\/www.ssense.com\/en-us\/editorial\/culture\/letters-to-the-future?mc_cid=dfd615c7b2&amp;mc_eid=UNIQID\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ha scritto<\/a><a href=\"https:\/\/www.ssense.com\/en-us\/editorial\/culture\/letters-to-the-future?mc_cid=dfd615c7b2&amp;mc_eid=UNIQID\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">&nbsp;una lettera rivolta al futuro<\/a>, inteso per\u00f2 come vero e proprio destinatario:<\/p>\n\n\n\n<p>Caro Futuro, non credo pi\u00f9 in te. Nessuno ci crede, ma nessuno lo ammette. Sei stato l\u2019ultimo degli dei a morire. O forse: sarai l\u2019ultimo Dio a morire. \u00c8 difficile azzeccare il tempo verbale. Sei mai esistito o hai cessato di esistere? Ti abbiamo ucciso o sei morto? [&#8230;] Nessun sacrificio ti far\u00e0 nascere. Non \u00e8 cos\u00ec che finisce la storia. Non ci riconcilieremo. L\u2019assoluto non arriva mai. Fotteremo e rideremo e vivremo le nostre piccole vite come meglio potremo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se il futuro non \u00e8 pi\u00f9 ci\u00f2 che, come il temibile Baffone, \u201cha da venire\u201d, bens\u00ec un modo del presente, ci\u00f2 non vuol dire che il pendolo della Storia si sia fermato. \u00c8 quindi utile fare una distinzione tra il futuro come vecchia idea che aleggia nel presente, e il\u00a0<em>nuovo<\/em>, quel magma ribollente che preme sull\u2019oggi, plasmandolo, fino a che non ne ridisegna i tratti, rendendolo irriconoscibile. Il nuovo \u00e8 dunque ci\u00f2 che produce una nuova figura, ma per farlo deve <em>sfigurare\u00a0<\/em>il presente. Se il futuro \u00e8 differente, il nuovo \u00e8\u00a0<em>altro.<\/em>\u00a0Mentre il futuro parla, il nuovo agisce. Per comprendere meglio questa distinzione, \u00e8 necessario esaminare come i\u00a0<em>futures studies<\/em>\u00a0concettualizzano il futuro e metterlo a confronto con alcune interpretazioni del concetto di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><p style=\"font-size: 14px; line-height: 17px\">Lorusso 2019. <br>Silvio Lorusso. 2019. <em>Entreprecariat: Everyone is an Entrepreneur, Nobody Is Safe<\/em>. Eindhoven: Onomatopee.\n\n\n\n<p><p style=\"font-size: 14px; line-height: 17px\">Ballard 1995. <br>J. G. Ballard. 1995. <em>Il futuro \u00e8 morto: Psicogeografia della modernit\u00e0<\/em>. Milano: Mimesis.\n\n\n\n<p><p style=\"font-size: 14px; line-height: 17px\">Berardi 2011. <br>Franco &#8216;Bifo&#8217; Berardi. 2011. <em>After the Future<\/em>. Edinburgh: AK Press.\n\n\n\n<p><p style=\"font-size: 14px; line-height: 17px\">Fisher 2014. <br>Mark Fisher. May 21, 2014. <em>\u201cThe Slow Cancellation of the Future\u201d<\/em>. Talk at MaMa, Zagreb, https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=aCgkLICTskQ.\n\n\n\n<p><p style=\"font-size: 14px; line-height: 17px\">Graeber 2016. <br>David Graeber. 2016. <em>The Utopia of Rules: On Technology, Stupidity, And the Secret Joys of Bureaucracy<\/em>. Brooklyn: Melville House.\n\n\n\n<p><p style=\"font-size: 14px; line-height: 17px\">Bridle 2018. <br>James Bridle. 2018.\u00a0<em>New Dark Age: Technology, Knowledge, and the End of the Future<\/em>. London: Verso.\n\n\n\n<p><p style=\"font-size: 14px; line-height: 17px\">Bridle 2018. <br>Lamborn Wilson. 2014. \u201cThe New Nihilism\u201d.\u00a0<em>The Anarchist Library<\/em>, https:\/\/theanarchistlibrary.org\/library\/peter-lamborn-wilson-the-new-nihilism.\n\n\n\n<p><p style=\"font-size: 14px; line-height: 17px\">Wark 2020. <br>McKenzie Wark. 2020.\u00a0\u201cLetter to the Future\u201d. <em>Ssense<\/em>. https:\/\/www.ssense.com\/en-us\/editorial\/culture\/letters-to-the-future.\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il futuro desertifica \/ La vita ipotetica \/ Qui la vista era magnifica \/ Da oggi significa \/ Che ci\u00f2 che siamo stati non saremo pi\u00f9 \u2013 Baustelle Design Hustler Da un po\u2019 di tempo a questa parte sono ricaduto, mio malgrado, nel tunnel di LinkedIn, e non so nemmeno bene perch\u00e9. 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