Il design è in crisi. Designer giovani e meno giovani stanno diventando sempre più consapevoli di ciò. Molti si sentono impotenti: gli è stato detto che avevano gli strumenti per rendere il mondo un posto migliore, ma invece il mondo si abbatte su di loro. Oltre a una nebbia di enfasi e audaci affermazioni, si trova una terra desolata di auto-dubbio e sindrome dell'impostore. Anche se queste sensazioni potrebbero essere la norma per i Millennials, la cultura del design le rafforza. Alle conferenze apprendiamo che "con grande potere viene grande responsabilità", ma quando si tratta di clienti nella vita reale, tutto ciò che chiedono è "rendere il logo più grande".
Questo libro indaga sulla disillusione che permea il design. Affronta gli effetti di deskilling provocati dalla semiautomazione digitale, le istanze di politiche ornamentali create per compiacere il complesso museo-educativo, le promesse nebulose delle scuole di design. Rivivendo espressioni storiche di disincanto, Silvio Lorusso esamina meme attuali e rant su social media. Per ritrarre questa crisi sconfortante, crea un nuovo vocabolario critico su cui i lettori possono costruire. Ciò che rivela questa esposizione è sia preoccupante che rinfrescante: anziché produrre un ordine significativo, il design potrebbe riguardare semplicemente l'abitare nel caos.