Dai cieli di Gaza alle trincee ucraine, dalle rivolte in Siria fino alle frontiere del Mediterraneo, i conflitti irrompono nei nostri schermi e nelle nostre conversazioni quotidiane, ridefinendo ciò che chiamiamo realtà. La battaglia non riguarda più soltanto il controllo dei territori, ma anche la produzione della verità, sempre più manipolata, contestata e svuotata. In questo scenario, molti artisti indagano sulla violenza di Stato, sulla distruzione ambientale e sulle tecnologie repressive. Allo stesso tempo, l’estetica entra in campi tradizionalmente lontani: giornalisti e avvocati analizzano video open source e immagini satellitari come prove forensi. Questa contaminazione di conoscenze e linguaggi è ciò che Fuller e Weizman chiamano “estetica investigativa”: mobilitare sensibilità provenienti dall’arte, dall’architettura e dalle pratiche visive per contestare il potere e costruire nuove contro-narrazioni. Attingendo all’epistemologia, all’ecologia e alla tecnologia, questo libro introduce i metodi contro-forensi e apre un nuovo campo che intreccia indagine ed estetica, offrendo strumenti per comprendere e affrontare i dispositivi di potere nel presente.
€20,00
AFRAID OF MISSING OUT? SIGN UP TO OUR NEWSLETTER
Subscribe to our newsletter to receive Hotpot, our bimonthly publication on graphic design research, theory and history, and to stay updated about our latest events, projects and products.