Utopia after Utopia, Kajet a Parco Gallery
20 Jan 2019
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Kajet, rivista con sede in Romania, invita il pubblico a riflettere sulla rappresentazione del proprio passato attraverso l’editoria. Accolti a Milano da Parco Gallery, il loro spunto è ragionare sul nostro passato condiviso e non, trovando un modo per discutere il presente utilizzando il visivo come forma di riflessione. Il mix di contenuto e forma è al centro della loro ricerca e pratica. L’incontro tra la tradizione visiva dell’Europa orientale e l’editoria contemporanea è visibile nell’allestimento della mostra.
Come parte della mostra “L’utopia dopo l’utopia”, il pubblico è invitato a interagire, scegliendo da immagini e rappresentazioni conservate del passato socialista, sfogliando l’archivio pubblico, selezionando vecchie riviste e pubblicazioni del patrimonio dell’Europa orientale e costruendo così la propria visione utopica nei confronti del futuro dell’Europa orientale.
Kajet Journal Fondato a Titan, un (ex?) quartiere operaio di Bucarest, il KAJET Journal è nato dall’urgente necessità di fornire una piattaforma per le narrazioni dell’Europa orientale. KAJET prende il nome dalla deformazione est-europea del cahier francese, che significa taccuino: una raccolta di pensieri testuali e visivi, di narrazioni sottovalutate, un flusso di riflessioni e prospettive, un costante lavoro in corso di una storia che vuole riscriversi; essenzialmente, un diario di incontri dell’Europa orientale. Il progetto vuole essere un mezzo in cui artisti e accademici possono coesistere attivamente. Attraverso un composizione visiva e testuale, si tenta di superare la versione didascalica dell’Europa orientale, con lo scopo di sfidare gli stereotipi e cambiare prospettiva.