Natura Obliqua — giosampietro
15 Sep 2022
Nella mostra ospitata da Parco Gallery e curata da Emanuele Bonetti e Loredana Bontempi (Parco Studio) l’anteprima della collezione è accompagnata da immagini statiche e in movimento, che rendono partecipe il visitatore del processo che ha portato alla creazione degli anelli: gli scarti digitali, i glitch dei naufragi, le variazioni e le sorprese nelle quali giosampietro si è imbattuto strada facendo.

Il destino delle immagini è ciò che unisce Parco Gallery a giosampietro, che si tratti di un artefatto comunicativo o di un gioiello.
Lo sguardo di giosampietro emerge da nuovi mezzi e metodologie in una prospettiva teorica che chiama hypercraft. La toolbox di giosampietro è una combinazione di disegno, sistemi generativi, game engine e simulazione di fenomeni naturali uniti agli esiti dei software per effetti speciali grazie a cui genera immagini che contengono in sé possibilità senza precedenti di configurazione e che incorporano la materialità che appare nell’oggetto, nell’anello e nelle sue variazioni.

Il processo digitale non annulla la componente artigianale di queste immagini che diventano oggetti in metallo, realizzati in fusione a cera persa. Il processo è, per così dire, un’estensione del fatto a mano, un’estensione del linguaggio del design del gioiello, è hand-coded, è ancora di più fatto a mano.
Soprattutto la macchina concede sorprese. giosampietro si perfeziona in un processo di disegno, programmazione, ridisegno, riprogrammazione attraverso una pratica di confidente complicità con il caso. Usa gli imprevisti, l’effetto di un caso particolarmente felice, e li segue dove essi conducono per migliorarli.

giosampietro è Giorgio Olivero, uno dei primi interaction designer in Italia. Sampietro è il cognome materno con il quale inaugura il percorso di ricerca come progettista di gioielli. È un progettista di gioielli irregolare perché di mestiere non fa il progettista di gioielli.
Giorgio si forma all’Interaction Design Institute di Ivrea ed è stato il cofondatore e direttore creativo dello studio TODO. Alla fine del 2015 si trasferisce a Hong Kong per occuparsi di ricerca e sviluppo nell’ambito delle wearable technologies. Prima di tornare in Italia, diventa Chief Design Officer di Arduino, dal 2022 è guest curator per l’arte e la tecnologia di OGR Torino (ex Officine Grandi Riparazioni.
