Mundialito #1, Nicolò Porcelluzzi e Dario Saltari: Calcio Totalitario
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La storia del calcio in Russia ha corso fin dai suoi albori su un binario parallelo ma conflittuale con quella del potere politico. L’incontro parte da alcuni cenni storici sulla natura del rapporto tra calcio e Unione Sovietica, per poi passare alle principali tappe della costruzione della nuova Russia di Putin, di cui si mettono in luce forze e debolezze.
La rinascita dell’impero russo immaginata da Vladimir Putin dopo il crollo dell’Unione Sovietica ha avuto al suo centro lo sport, e in particolare il calcio. Attraverso la Gazprom, il mega conglomerato energetico simbolo della nuova Russia, Putin ha convogliato una parte dei proventi derivanti dall’esportazione degli idrocarburi per riportare lo Zenit di San Pietroburgo (sua città natale e vera capitale della Russia putiniana) ai vertici del calcio europeo e per arrivare con ricche sponsorizzazioni all’assegnazione delle Olimpiadi invernali di Sochi e dei Mondiali di calcio. D’altra parte, la Pietroburgo imperiale era al centro del movimento calcistico russo già dagli albori, lì si organizzarono i primi campionati cittadini e nazionali, spazzati dalla Prima Guerra Mondiale e dalla Rivoluzione.Un incontro per trovare le radici del Mondiale russo, la cui storia inizia molto prima del 2018.—
Dario Saltari:
è caporedattore de “l’Ultimo Uomo”, dove scrive di calcio e sport, e collaboratore per il sito di Sky Sport. Insieme agli altri autori de “l’Ultimo Uomo” ha scritto la guida agli Europei del 2016 e la guida alla Serie A 2016/17, entrambe edite da Baldini&Castoldi. Prima di convertirsi del tutto allo sport ha scritto anche di politica internazionale e geopolitica.
Nicolò Porcelluzzi:
è nato a Mestre nel 1990. Dal 2016 è redattore de “il Tascabile”, ha scritto per “Prismo”, “l’Ultimo Uomo” e altre riviste. Co-autore di MEDUSA, newsletter sull’Antropocene. Tra il 2010 e il 2016 è stato redattore di “inutile”, rivista letteraria.