I felt nauseous, as if there were too many images in me. - Lee Bul
Il numero di settembre di frieze è dedicato ad artisti e scrittori che vivono e lavorano in Asia orientale. Andy St. Louis racconta il percorso di Lee Bul, alla vigilia della sua grande retrospettiva al Leeum Museum of Art di Seoul: l’artista riflette su utopie infrante, linguaggi architettonici e desideri disillusi che hanno segnato la sua carriera. In parallelo, un dossier firmato da Ela Bittencourt, Fernanda Brenner, Raphael Fonseca e Yina Jiménez Suriel mette in luce quattro talenti emergenti della Biennale di San Paolo – Forugh Farrokhzad, Berenice Olmedo, Gervane de Paula e Pol Taburet – che attraverso migrazione e memoria ridefiniscono appartenenza, resistenza e relazioni.
Completano il numero un’intervista di David Grubbs a Stephen Prina, un saggio di Paul Chan sul suo alter ego AI, e un approfondimento di Eric Otieno Sumba sul festival cinematografico Destination: Tashkent. Nella sezione musicale, contributi di Johanna Hedva, McKenzie Wark, Jennie C. Jones, Simon Wu e Juliet Jacques esplorano i legami tra musica, arte e politica. Infine, Megan Nolan dialoga con un’incisione di Louise Bourgeois, mentre Sean Burns scrive una cartolina da Tokyo e Jennie C. Jones partecipa alla serie sulle “to-do lists” degli artisti.